Salute femminile in estate: 10 abitudini, apparentemente innocue, da evitare

L’estate non aumenta le infezioni vaginali, ma moltiplica i fattori di rischio. Temperature alte, umidità, nuove abitudini e qualche errore quotidiano possono alterare l’equilibrio del microbiota vaginale rendendolo più vulnerabile. Il ginecologo Dott. Marco Grassi spiega i 10 comportamenti apparentemente innocui da evitare per proteggere la salute intima in estate.

Non è l’estate il problema. Sono le abitudini.

Le infezioni vaginali in estate aumentano perché cambiano simultaneamente molte abitudini: indossiamo costumi bagnati più a lungo, scegliamo abiti aderenti, mangiamo più zuccheri, ci idratatiamo meno, cambiamo le routine quotidiane.

Il risultato è un microbiota vaginale più vulnerabile.

“Le infezioni vaginali sono frequentemente associate a uno squilibrio del microbiota, cioè l’insieme dei microrganismi che contribuiscono alla protezione della mucosa e al mantenimento dell’equilibrio locale”, spiega il Dott. Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno. “Quando questo sistema si altera, si rompe lo scudo difensivo naturale ed è allora che possono comparire sintomi fastidiosi come irritazione, bruciore, aumento delle secrezioni o infezioni ricorrenti”.

I 10 errori da evitare

1. Restare con il costume bagnato

Dopo il bagno al mare o in piscina, continuare a indossare il costume umido per molte ore mantiene la zona genitale in un ambiente caldo e umido, favorendo irritazioni e alterazioni dell’equilibrio locale.

2. Sedersi direttamente su lettini, sdraio o superfici umide

In spiaggia o in piscina può capitare di sedersi direttamente su lettini, sdraio o altre superfici condivise. Il contatto prolungato con superfici umide o non adeguatamente protette può irritare la delicata cute vulvare e favorire fastidi locali. Utilizzare un telo personale rappresenta una semplice precauzione per creare una barriera tra la pelle e la superficie di appoggio.

3. Indossare il copricostume o i pantaloncini direttamente sopra il costume bagnato

Non solo il costume: anche copricostumi, pantaloncini e parei, se indossati sopra il costume bagnato, intrappolano umidità e calore. Questo ambiente favorisce la proliferazione batterica e aumenta significativamente il rischio di irritazioni e vaginiti.

4. Biancheria sintetica ed abiti ad alta occlusività

L’uso di pantaloni molto aderenti o di biancheria intima in fibre sintetiche (nylon o microfibra) riduce drasticamente l’aerazione locale. Questo innesca un microclima caldo-umido (il cosiddetto “effetto serra”) che predispone a irritazioni e squilibri della flora vaginale.

5. Non cambiare abbigliamento dopo attività sportive all’aperto

Corsa, bicicletta, trekking, beach volley e qualsiasi altra attività sportiva all’aperto, svolta nei mesi caldi, aumenta sudorazione e attrito nella zona genitale. Restare a lungo con abbigliamento sportivo umido può favorire irritazioni e fastidi vulvari.

6. Usare creme solari, oli o prodotti profumati vicino alla zona intima

Creme solari, spray e oli cosmetici se applicati, anche accidentalmente, vicino l’area vulvare possono creare problemi.

È importante ricordare che la cute vulvare presenta caratteristiche anatomiche e fisiologiche specifiche: è più sottile, ricca di terminazioni nervose e maggiormente predisposta alle irritazioni – afferma il dottor Marco Grassi – l’esposizione a sostanze potenzialmente irritanti contenute in alcuni prodotti cosmetici può alterare l’integrità della barriera cutanea e favorire condizioni come la dermatite vulvare irritativa o da contatto”.

7. Uso di salviette intime profumate come “soluzione rapida” in viaggio

Durante trasferte e vacanze le salviette intime sembrano una soluzione pratica, ma quelle profumate o con sostanze antibatteriche possono irritare la mucosa vulvare e alterare l’equilibrio locale.

8. Microtraumi da depilazione vulvare frequenti

La rasatura o la ceretta frequenti possono causare microlesioni della barriera cutanea vulvare, riducendo la funzione protettiva della pelle e facilitando l’insorgenza di irritazioni locali o sovrainfezioni batteriche opportuniste.

9. Dieta ad alto carico glicemico, consumo eccessivo di zuccheri e scarsa idratazione

In estate solitamente aumenta il consumo di alimenti e bevande ricchi di zuccheri, come gelati, granite, succhi di frutta e cocktail.

“L’equilibrio dell’organismo, compreso quello dell’ambiente vulvovaginale, è influenzato anche dallo stato metabolico generale – chiarisce il dott. Marco Grassi – un apporto elevato di zuccheri, soprattutto in presenza di alterazioni del metabolismo glucidico, può rappresentare un fattore predisponente alla candidosi vulvovaginale, favorendo condizioni associate alla proliferazione di Candida spp. Inoltre anche l’idratazione riveste un ruolo importante nel mantenimento delle normali funzioni fisiologiche dell’organismo: bere una quantità adeguata di acqua è fondamentale per sostenere il benessere dell’apparato urogenitale e delle mucose genitali”.

10. Ritenzione urinaria prolungata

Durante vacanze e spostamenti molte persone rimandano la minzione per la difficoltà di trovare servizi igienici. Ciò contribuisce a modificare l’equilibrio dell’ecosistema urogenitale e aumenta la suscettibilità a infezioni concomitanti. La stasi urinaria prolungata all’interno della vescica offre ai batteri il tempo di replicarsi e di aderire alle pareti uroteliali.

Il Dott. Marco Grassi, ginecologo di Ascoli Piceno

“L’ecosistema vulvovaginale è regolato da un equilibrio complesso tra microbiota, caratteristiche fisiologiche locali e fattori esterni – conclude il dott. Marco Grassiin estate, quando cambiano ritmi, abitudini e condizioni di vita, mantenere comportamenti corretti diventa ancora più importante per preservare la funzionalità delle difese naturali dell’apparato genitale femminile”.

(P.P.)