L’Incompatibile: il pamphlet dell’Inquilino del terzo piano che graffia i salotti

È arrivato in redazione come arrivano tanti libri.

Ci aspettavamo il solito plico inviato dalla solita casa editrice, accompagnato dal consueto comunicato stampa e da una quarta di copertina pronta a spiegarci cosa avremmo dovuto leggere.

Invece il mittente era semplicemente L’inquilino del terzo piano.

È bastato quel nome, così insolito, a convincerci ad aprire il pacco. E poi a leggerlo.

“L’Incompatibile. Macchie d’inchiostro sui salotti troppo ordinati” è uno di quei libri che fanno saltare le etichette. Pamphlet, saggio, racconto? Tutto e niente. La forma cambia continuamente, ma resta fedele a un’idea precisa: osservare il presente da un pianerottolo invece che dal centro della scena.

Le storie di condominio sono solo il punto di partenza. Ben presto il terzo piano diventa un osservatorio da cui sfilano salotti televisivi, intellettuali di professione, opinionisti, giornalisti, scrittori, influencer, compatibili di ogni specie. Nessuno viene chiamato per nome, eppure molti sembrano avere un volto fin troppo riconoscibile. È una scelta intelligente: il libro evita la cronaca e punta al meccanismo, mostrando come certi personaggi finiscano per coincidere con la funzione che ricoprono.

Tra le pagine aleggia più di un fantasma. Quello di Carmelo Bene è il più evidente, soprattutto quando il libro mette sotto processo l’ossessione contemporanea per l’identità, il ruolo e la rappresentazione di sé. Ma affiorano anche altre presenze, da Ettore Petrolini fino a una tradizione del pamphlet italiano che oggi sembra quasi dimenticata.

La scrittura alterna brevi racconti, aforismi, riflessioni e pagine corrosive. Alcuni bersagli sono facili da intuire, altri meno, ma il punto non è smascherare qualcuno. È mostrare quanto il nostro tempo sia diventato un immenso salotto ordinato, dove perfino il dissenso rischia di trasformarsi in arredamento.

In un’epoca in cui molti libri cercano di allargare il pubblico, questo sembra fare il contrario.

A lettura conclusa abbiamo provato a scrivere all’indirizzo e-mail riportato nelle ultime pagine. Gli abbiamo chiesto una cosa semplice: chi si nasconde dietro lo pseudonimo dell’Inquilino del terzo piano?

La risposta è arrivata poche ore dopo.

«I condomìni non hanno bisogno di inquilini guardoni e loquaci. Basta qualcuno che ogni tanto apra la porta e lasci entrare un po’ d’aria.»

Non ci ha detto il suo nome. Forse era la risposta più coerente che potesse darci.

Per completezza abbiamo provato a cercare anche l’autore. Non ci siamo riusciti.

Abbiamo trovato però il libro.

È disponibile su Amazon, sia in edizione cartacea sia in ebook.

“L’Incompatibile. Macchie d’inchiostro e salotti ordinati”
– L’inquilino del terzo piano.

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