Come la pelle, i capelli e il corpo, anche gli occhi cambiano nel tempo. È fisiologico, naturale, eppure spesso ce ne accorgiamo troppo tardi, quando i segnali sono già diventati difficili da ignorare. Stefano Amarena, Optometrista e Trainer di ZEISS Vision Care, ci aiuta a fare chiarezza su come evolvono le esigenze visive nel corso degli anni.

Quel libro tenuto sempre più lontano, la stanchezza agli occhi dopo ore al computer, i fari delle auto di notte che sembrano più fastidiosi del solito. Suona familiare?
Stefano Amarena, Optometrista e Trainer di ZEISS Vision Care, ci aiuta a fare chiarezza su come evolvono le esigenze visive nel corso della vita e su come venire in aiuto dei nostri occhi — senza improvvisare.
Cosa succede agli occhi con il passare degli anni
I cambiamenti sono graduali e spesso impercettibili. Il cristallino perde progressivamente elasticità, rendendo più difficile la messa a fuoco da vicino.
La visione notturna si fa meno nitida. L’affaticamento visivo aumenta, amplificato dall’uso ormai costante di smartphone e schermi. E la secchezza oculare diventa una compagna sempre più frequente, soprattutto per chi trascorre molte ore in ufficio davanti al monitor.
“La nostra vista cambia di continuo: è un fenomeno fisiologico, quindi non bisogna allarmarsi”, rassicura Amarena. “È sufficiente tenere monitorate le variazioni ed effettuare visite regolari dall’oculista per escludere patologie silenti come glaucoma e cataratta”.
I tre segnali da non ignorare
Gli esperti ZEISS suggeriscono di partire da tre domande semplici ma rivelatori:
- Avverti gli occhi più stanchi, secchi o pesanti rispetto al passato?
- Hai difficoltà a leggere da vicino — un libro, un menù, lo schermo del telefono?
- Guidare di notte ti dà sempre più fastidio, soprattutto con i fari delle auto in senso contrario?
Se la risposta è sì anche a una sola di queste domande, è il momento di fissare un controllo visivo.
Per la secchezza oculare, per esempio, potrebbe bastare l’uso di gocce lubrificanti.
Per la presbiopia, quella difficoltà nel mettere a fuoco da vicino che compare tipicamente dopo i 40-45 anni, anche in chi non ha mai portato occhiali, la soluzione esiste ed è accessibile: una lente specifica, scelta insieme a un professionista.
Perché il fai da te non paga
Qui arriva il punto cruciale. Con la diffusione degli occhiali premontati da supermercato e degli acquisti online, è sempre più facile cedere alla comodità. Ma attenzione: usare occhiali con una gradazione sbagliata, anche solo di mezza diottria, può causare mal di testa, affaticamento, vertigini e persino posture scorrette.
“Quando le lenti non sono della gradazione corretta, l’occhio è costretto a sforzarsi per compensare, peggiorando il problema anziché risolverlo”, spiega Amarena.
Un dettaglio che in molti sottovalutano riguarda anche la centratura sulle pupille e la regolazione della montatura: elementi invisibili ma fondamentali per una visione davvero confortevole.
La tecnologia che si adatta a te
La buona notizia è che oggi le lenti possono essere progettate in modo sempre più personalizzato. Le lenti ZEISS Individual 3 e SmartLife PRO, ad esempio, vengono realizzate tenendo conto di parametri individuali precisi: distanza interpupillare, caratteristiche biometriche dell’occhio, postura, abitudini visive e stile di vita. Il risultato? Una visione più confortevole in ogni situazione — dal lavoro al telefono, dalla guida notturna alle attività di precisione.
Il consiglio degli esperti è semplice: visita il tuo Centro Ottico almeno una volta all’anno per verificare la gradazione, la centratura e la regolazione della montatura.